Rassegna stampa

Health Innovation Show 2026: due italiani su tre temono che l’innovazione allarghi le disuguaglianze nell’accesso alle cure

Il report “Innovation Starting-point” della Fondazione Mesit: per oltre 8 italiani su 10 l’innovazione ha reso le cure più efficaci, ma quasi la metà dice no all’intelligenza artificiale nelle decisioni cliniche

A pochi giorni dalla pubblicazione dei nuovi LEA in Gazzetta Ufficiale, istituzioni, clinici e associazioni di pazienti a confronto a Palazzo Brancaccio sul futuro della Sanità. Tra i temi: HIV, obesità, mieloma e malattie rare

Roma, 6 ottobre 2026 – Si è conclusa oggi a Roma, presso lo Spazio Field di Palazzo Brancaccio, la IV edizione dell’Health Innovation Show, “Innovazione e prevenzione. Verso la salute del futuro”: due giorni di confronto tra istituzioni, clinici, ricercatori e associazioni di pazienti su come orientare l’innovazione verso la prevenzione, l’equità di accesso e la sostenibilità del sistema sanitario. L’evento è stato promosso dalla Fondazione Mesit (Medicina Sociale e Innovazione Tecnologica), in collaborazione con ALTEMS (Università Cattolica del Sacro Cuore), CEIS-EEHTA (Università degli Studi di Roma Tor Vergata) e il Centro di Ricerca Interdipartimentale “Innovazione & Salute” (Università Roma Tre), in collaborazione con il network PreSa (Prevenzione e Salute), e realizzato con il contributo non condizionato di GSK e Gilead Sciences. Tra i patrocini, FNOPI, FOFI, Farmindustria, FIASO, SIFO, SIHTA, Cittadinanzattiva, UNIAMO, AIL, FAVO ed Europa Donna Italia.

Sei sessioni, tra plenaria e focus scientifici, dedicate a governance della salute, malattie e tumori rari, HIV, mieloma e neoplasie ematologiche, obesità e cronicità. Il tema dell’accesso è arrivato in un momento cruciale: il 1° ottobre sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale il DPCM e il decreto ministeriale di aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza (LEA): circa 800 tra nuovi servizi, prestazioni e terapie, nel primo aggiornamento organico dopo la riforma del 2017, che a sua volta aveva sostituito i LEA del 2001.

Il report: sì alle cure a distanza, cautela sull’IA, un divario sociale nella percezione dei benefici

Tra i momenti centrali, il 6 ottobre, la presentazione della IV edizione del report “Innovation Starting-point: Prospettive passate e future in Sanità”, che quest’anno dà voce ai cittadini. L’indagine, realizzata dalla Fondazione Mesit con le università partner su un campione di 1.411 maggiorenni residenti in Italia (dati ponderati), adotta per la prima volta la prospettiva dei cittadini: l’innovazione come fenomeno sociale, che produce salute solo se le persone riescono a conoscerla, fidarsene e raggiungerla.

  • Il timore delle disuguaglianze. Il 65,2% ritiene almeno abbastanza probabile che l’innovazione aumenti le differenze nell’accesso alle cure, il 63,2% che renda più impersonale il rapporto con il personale sanitario e il 55,4% che crei nuove difficoltà di accesso. Allo stesso tempo, il 55,5% pensa che possa migliorare molto o moltissimo la qualità delle cure.
  • Efficacia sì, accesso meno. L’83,4% ritiene che l’innovazione abbia migliorato almeno abbastanza l’efficacia delle cure e l’82,9% la diagnosi precoce delle malattie. Sull’accesso, invece, il 38,4% pensa che abbia contribuito poco o per niente, più del doppio di chi lo pensa per l’efficacia delle cure (16,6%).
  • Telemedicina promossa, IA clinica frenata. Il 79,2% accetterebbe dispositivi per monitorare a distanza i parametri di salute, il 76,5% strumenti per seguire a distanza una terapia, il 67,1% la televisita. Ma il 48,6% è poco o per niente disposto ad accettare l’IA a supporto della diagnosi e il 48,4% nella scelta del trattamento.
  • Fiducia nei professionisti più che nel sistema. Su una scala da 0 a 10, gli scienziati e i ricercatori ottengono 7,25, i medici 7,01, infermieri e professionisti sanitari 6,91. Seguono gli ospedali pubblici (6,48), le strutture private (6,27) e il Servizio Sanitario Nazionale nel suo complesso (6,07).
  • Oncologia: progressi riconosciuti, innovazioni poco conosciute. I tumori sono il primo ambito in cui si percepiscono progressi (47,8%). L’85,3% valuta positivamente il contributo dell’innovazione alla diagnosi dei tumori, ma il 39,1% non ha mai sentito parlare di intelligenza artificiale in oncologia.

Un gradiente sociale. La percezione dei benefici cambia con età, istruzione e condizione economica: il profilo alto scende dal 63,1% tra i 18-34enni al 50,5% tra gli over 65, e riguarda il 60,4% di chi affronta le spese con facilità contro il 51,0% di chi fatica ad arrivare a fine mese. Al Sud e nelle Isole solo il 31,9% esprime basse preoccupazioni sugli effetti dell’innovazione, contro il 45,1% del Centro. Dal report emergono cinque indicazioni per le politiche sanitarie: portare l’innovazione sul terreno dell’accesso, valorizzare la fiducia estendendola al SSN, introdurre l’IA con il medico al centro, colmare il divario di conoscenza in oncologia e prevenire nuove disuguaglianze.

Trabucco Aurilio (Mesit): «L’innovazione funziona, ora deve arrivare a tutti»

«I cittadini ci consegnano un messaggio molto chiaro: l’innovazione funziona, ma non arriva ancora a tutti allo stesso modo», dichiara Marco Trabucco Aurilio, Presidente della Fondazione Mesit. «Più di otto italiani su dieci riconoscono che ha reso le cure più efficaci, ma solo uno su quattro la percepisce come una leva per accedere alle cure quando ne ha bisogno. È su questo terreno che si gioca la credibilità del cambiamento. La pubblicazione dei nuovi LEA rende questo tema ancora più attuale. Il nostro report mostra che anziani, persone con minori strumenti culturali, famiglie in difficoltà economica e cittadini del Mezzogiorno colgono meno le opportunità dell’innovazione: le politiche devono raggiungere per prime proprio loro. Anche sull’intelligenza artificiale il segnale è netto. Gli italiani si fidano di medici e ricercatori, non di algoritmi lasciati soli: l’IA va introdotta con il medico al centro, con trasparenza e regole chiare sull’uso dei dati. Innovare, oggi, significa anche prevenire nuove disuguaglianze».

Le sessioni

Governance e sostenibilità. La sessione plenaria “Innovazione, etica e sostenibilità: le sfide della sanità e della ricerca”, moderata da Safiria Leccese e introdotta da Marco Trabucco Aurilio, ha aperto la manifestazione sulle traiettorie che stanno ridisegnando la governance della salute: l’innovazione nei processi decisionali, i dati a supporto delle politiche sanitarie, la prevenzione come investimento strategico. Al saluto delle autorità sono intervenuti Luca Antonini, Vice Presidente della Corte Costituzionale, S.E. Mons. Emilio Nappa, Segretario Generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, e Vincenzo Campagna, Ispettore Generale della Sanità Militare. È seguita la presentazione del concept multimediale “Humanitas” di MaMà Dots, dedicato al rapporto tra innovazione, tecnologia e persona.

Malattie e tumori rari. In Italia le persone con una malattia rara sono circa 2 milioni, secondo il XII Rapporto MonitoRare di UNIAMO, e i tumori rari rappresentano tra il 20 e il 25% di tutte le nuove diagnosi oncologiche, circa 90.000 casi l’anno. Il focus “Oltre la rarità: il futuro della diagnosi e della cura”, moderato da Irma D’Aria, ha discusso come concentrazione delle competenze, profilazione genomica e nuovi disegni di sperimentazione sui piccoli numeri possano trasformare un percorso frammentato in un modello di rete. Sono intervenuti, tra gli altri, il Sen. Ignazio Zullo, Maria Luisa Scattoni (Centro Nazionale Malattie Rare – ISS), Roberto Poscia (Comitato Etico Nazionale per le Terapie Avanzate – AIFA), Bruno Vincenzi (Università Campus Bio-Medico) e Annalisa Scopinaro (UNIAMO).

Il report. Alla presentazione di “Innovation Starting-point”, moderata da Marzio Bartoloni (Il Sole 24 Ore), hanno portato i loro indirizzi di saluto il Sen. Francesco Zaffini, Presidente della 10ª Commissione del Senato, e Antonello Colosimo (Corte dei Conti). Hanno introdotto Marco Trabucco Aurilio, Eugenio Di Brino (ALTEMS) e Paolo Sciattella (CEIS-EEHTA); sono intervenuti, tra gli altri, Rocco Bellantone (Presidente ISS), Giuseppe Curigliano (Presidente ESMO), Guido Carpani (FOFI), Paolo Petralia (FIASO), Guerino Massimo Oscar Fares (Università Roma Tre) e Andrea Silenzi (Ministero della Salute).

HIV e prevenzione. Nel 2024 in Italia sono state registrate 2.379 nuove diagnosi di HIV, circa 4 ogni 100.000 residenti, e secondo il Centro Operativo AIDS dell’ISS due terzi degli eterosessuali e oltre la metà degli uomini che fanno sesso con uomini scoprono l’infezione quando il sistema immunitario è già compromesso. Il panel “L’HIV oggi: dalla PrEP ai nuovi modelli di salute pubblica”, moderato da Elena Meli (Corriere della Sera), ha discusso come raggiungere l’obiettivo zero nuove infezioni con risorse adeguate, programmi di prevenzione strutturati e un approccio mirato. Sono intervenuti, tra gli altri, l’On. Mauro D’Attis, l’On. Gian Antonio Girelli, Massimo Andreoni (Consiglio Superiore di Sanità), Giordano Madeddu (CTS Ministero della Salute) e Luca Butini (ANLAIDS).

Mieloma e neoplasie ematologiche. Il mieloma multiplo è uno dei tumori del sangue più diffusi dopo le leucemie, con oltre 6.600 nuovi casi stimati in Italia nel 2025. Il focus, moderato da Maria Antonietta Spadorcia (Tg2), ha approfondito diagnosi precoce, gestione multidisciplinare, monitoraggio della risposta e continuità assistenziale, e come ridurre le differenze di accesso alle opportunità diagnostiche e terapeutiche. Sono intervenuti, tra gli altri, la Sen. Elena Murelli, l’On. Ilenia Malavasi, Barbara Labella (Ministero della Salute), Lorenzo Mantovani (Università di Milano-Bicocca) e Giuseppe Toro (AIL).

Obesità e cronicità. In Italia il 46,4% degli adulti è in eccesso di peso e 5,75 milioni convivono con l’obesità; dal 2025 la Legge 149 la riconosce come malattia cronica, progressiva e recidivante. La sessione, moderata da Elena Meli, ha esplorato la prevenzione come approccio trasversale, dalla medicina territoriale alle piattaforme digitali di monitoraggio, dalla scuola ai luoghi di lavoro, e il ruolo dei dati reali nell’anticipare i bisogni di salute. Sono intervenuti, tra gli altri, Pasquale Perrone Filardi (Università Federico II di Napoli), Carlo Signorelli (Università di Parma e Vita-Salute San Raffaele), Stefano Stagi (SIEDP) ed Eligio Linoci (La Mattina Dopo APS e FIAO).

Nel corso dell’evento è stato inoltre ripresentato Health Innovation Space, il progetto multimediale di Mesit con il network PreSa e GSNET Italia per diffondere tra i più giovani la cultura della prevenzione, della ricerca e dell’innovazione sanitaria.

MESIT